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Valutare mobilità e allineamento: cosa dice il metodo
Che cosa può valutare un istruttore di ginnastica posturale, e che cosa no? La domanda conta, perché con «valutazione posturale» si indicano pratiche molto diverse, dalla semplice osservazione allo sp...
26 ottobre 2026Che cosa può valutare un istruttore di ginnastica posturale, e che cosa no? La domanda conta, perché con «valutazione posturale» si indicano pratiche molto diverse, dalla semplice osservazione allo specchio agli esami clinici e strumentali. il libro Ginnastica Posturale – Metodo Scientifico (riedizione 2024) dà all’istruttore strumenti semplici: il goniometro per i gradi articolari (p. 37), lo specchio come riferimento visivo (p. 147), l’osservazione dei movimenti non indicati (p. 112) e i concetti di retention e transfer per verificare un apprendimento (p. 71).
La diagnosi, invece, resta fuori dalla palestra: il libro definisce la posturologia «una branca della medicina» che lavora con valutazioni cliniche e strumentali (p. 17).
Misurare il ROM con il goniometro a bracci
Il ROM, il range di movimento articolare, è un obiettivo esplicito del metodo: la mobilità generale della Fase 1 mira a «ripristinare il corretto range di movimento (ROM)» (p. 129) e gli esercizi della Fase 3 a ripristinare il pieno ROM nei vari segmenti corporei (p. 136). Per misurarlo il libro indica che i gradi articolari «possono essere misurati attraverso un goniometro a bracci» (p. 37).
La procedura è descritta in tre passaggi (p. 37). Si pone il braccio fisso del goniometro sulla linea interarticolare del segmento che rimarrà fermo, con il fulcro dello strumento in corrispondenza del fulcro dell’articolazione. Si fa eseguire il movimento richiesto. Si porta l’altro braccio sulla linea interarticolare del segmento mobile, o su una sua parallela, e si legge la misura sulla scala graduata.
Il libro riassume poi i gradi articolari standard delle principali articolazioni in una tabella (pp. 38–39), a cui rimandiamo insieme ai testi di settore citati in bibliografia, come Kendall e Kapandji. In palestra la misura serve soprattutto a confrontare la stessa persona nel tempo, con la stessa procedura, più che a giudicarla rispetto a un numero.
Perché il confronto sia attendibile servono condizioni ripetibili: stessa posizione di partenza, stesso lato, possibilmente lo stesso operatore. Se il movimento provoca dolore, la misura si interrompe: il dolore è un’informazione per il medico, non un dato da registrare in scheda.
Lo specchio come riferimento visivo
Nella Fase 1 gli esercizi partono dalla posizione anatomica di riferimento, in due varianti: la prima ispirata all’uomo vitruviano, con extrarotazione delle spalle e palmi in avanti; la seconda con le braccia lungo i fianchi e rotazione neutra delle spalle, sempre con adduzione scapolare (p. 147). In entrambe si cerca l’allineamento «tramite il raffronto con lo specchio, tra le due emiparti del corpo»: caviglie, ginocchia, bacino, spalle e occhi devono trovarsi idealmente lungo la stessa linea orizzontale (p. 147).
Lo specchio è prima di tutto uno strumento per la persona, che vede e percepisce il proprio allineamento. Per l’istruttore è un’occasione di osservazione qualitativa, non una misura. È coerente con l’impostazione del libro, che non pretende «di correggere un allineamento quanto piuttosto di insegnare la corretta percezione e gestione motoria» (p. 11). Come lo specchio entra nella seduta è descritto nell’articolo sulla Presa di coscienza.
Osservare e prevenire i movimenti non indicati
La forma di valutazione più continua è l’osservazione durante la seduta. Il libro parte da un dato pratico: lombalgie e cervicalgie sono tra i motivi più comuni per cui le persone iniziano un percorso di ginnastica posturale (p. 112). Per questo fornisce indicazioni perché l’istruttore sia «in grado di osservare e quindi di impedire quelle posture e quei movimenti non idonei ad una specifica patologia» (p. 112).
Le indicazioni per le singole condizioni sono raccolte nel capitolo 5, con un elenco di posture e movimenti non indicati per ciascuna (pp. 115–123). Non servono a diagnosticare: presuppongono che la condizione sia già stata valutata dal medico. All’istruttore spetta riconoscere durante l’esercizio i segnali che richiedono un adattamento, come fa il libro quando suggerisce il foam roller se la massima flessione di spalla provoca dolore o la lordosi lombare aumenta troppo (p. 269), o quando chiede di mantenere le curve fisiologiche del rachide durante il rinforzo (p. 210).
Retention e transfer: come si verifica un apprendimento
Il metodo punta sull’apprendimento, e il libro indica come verificarlo. La stabilizzazione dell’apprendimento posturale «è quantificabile, come qualsiasi altra forma di apprendimento», attraverso la retention, cioè il mantenimento del livello di prestazione a distanza di tempo, e il transfer, cioè la capacità di generalizzare e trasferire l’abilità acquisita ad un altro compito (p. 71).
In palestra questi concetti si traducono in osservazioni semplici. Retention: la persona esegue correttamente un esercizio appreso anche a distanza di alcune sessioni, senza nuove spiegazioni. Transfer: mantiene il controllo appreso in una variante nuova, per esempio su una base d’appoggio ridotta o a occhi chiusi, come prevede la progressione della stabilizzazione (pp. 191, 194). Sono esempi applicativi, non un protocollo del libro; il tema è approfondito nell’articolo sull’apprendimento motorio.
Il libro non descrive un protocollo di test da ripetere tra un ciclo e l’altro. Se l’istruttore decide di usarne uno, è una sua scelta di programmazione e va presentata come tale; ne parliamo nell’articolo su cicli e 12 sessioni.
Quando rimandare al medico e all’équipe
Il confine è tracciato dal libro stesso. La posturologia è «una branca della medicina, che attraverso valutazioni cliniche e strumentali» studia la relazione tra i diversi segmenti scheletrici (p. 17); per questo lo studio della postura richiede «un lavoro in équipe» di diversi professionisti, tra cui medico, fisiatra, ortopedico, oculista, ortottista, podologo, ortodontista, fisioterapista, osteopata, chiropratico, dottore in scienze motorie, preparatore fisico, psicologo e nutrizionista (pp. 17–18).
Anche gli esempi clinici del libro mostrano dove passa il confine. Per stabilire il grado di evoluzione della scoliosi il libro cita il test di Risser, visibile radiograficamente (p. 121): è una valutazione che spetta al medico, non all’istruttore. In pratica, la persona va indirizzata al medico in presenza di dolore persistente o che peggiora con il movimento, di asimmetrie evidenti o in aumento, di sintomi che l’istruttore non sa spiegare, oppure quando una condizione non è ancora stata valutata.
Il ruolo dell’istruttore nell’équipe è approfondito nell’articolo su posturologia e Sistema Tonico Posturale.
Indicazioni pratiche per l’istruttore
- misurare il ROM con il goniometro a bracci seguendo la procedura di p. 37 e confrontare la persona con sé stessa nel tempo;
- usare lo specchio come riferimento visivo per la persona, osservando le linee di caviglie, ginocchia, bacino, spalle e occhi (p. 147);
- osservare in ogni seduta le posture e i movimenti non idonei alle condizioni già diagnosticate, con le indicazioni del capitolo 5 (pp. 112, 115–123);
- verificare l’apprendimento con retention e transfer (p. 71), senza presentare come regola del metodo un protocollo di test che il libro non prevede;
- non fare diagnosi: in presenza di dolore, asimmetrie in aumento o dubbi clinici, indirizzare la persona al medico (p. 17).
In sintesi
- La valutazione posturale clinica è di competenza medica: il libro definisce la posturologia una branca della medicina (p. 17).
- L’istruttore può misurare il ROM con il goniometro a bracci (p. 37).
- Lo specchio è un riferimento visivo per l’allineamento delle due emiparti (p. 147).
- In seduta si osservano e si impediscono i movimenti non idonei a una specifica patologia (p. 112).
- L’apprendimento si verifica con retention e transfer (p. 71); il libro non prevede test tra un ciclo e l’altro.
Domande frequenti
Un istruttore può fare una valutazione posturale?
Può osservare e misurare alcuni aspetti del movimento, come il ROM con il goniometro a bracci (p. 37) e l’allineamento allo specchio (p. 147). La valutazione clinica e la diagnosi spettano al medico: il libro definisce la posturologia una branca della medicina che usa valutazioni cliniche e strumentali (p. 17).
Come si misura il ROM con il goniometro?
Braccio fisso sulla linea interarticolare del segmento che resta fermo, con il fulcro sul fulcro articolare; si esegue il movimento; si porta il braccio mobile sulla linea del segmento mobile e si legge la scala graduata (p. 37).
A che cosa serve lo specchio nella ginnastica posturale?
È un riferimento visivo per confrontare le due emiparti del corpo: caviglie, ginocchia, bacino, spalle e occhi idealmente sulla stessa linea orizzontale (p. 147). Serve soprattutto alla persona per percepire il proprio allineamento.
Il metodo prevede test tra un ciclo e l’altro?
No, il libro non descrive un protocollo di test tra i cicli. Indica però come si verifica un apprendimento, con retention e transfer (p. 71); eventuali test sono una scelta dell’istruttore.
Quando l’istruttore deve indirizzare la persona al medico?
Ogni volta che c’è dolore persistente o che peggiora, un’asimmetria evidente o in aumento, sintomi non spiegati o una condizione non ancora valutata. La diagnosi richiede valutazioni cliniche e strumentali e un lavoro in équipe (pp. 17–18).
Nota per l’istruttore
Questo articolo ha finalità divulgative e formative per istruttori. Riporta le indicazioni del libro Ginnastica Posturale – Metodo Scientifico; non è una diagnosi né una terapia. In presenza di dolore, di una patologia o di un dubbio clinico la persona va indirizzata al medico.
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Riferimenti bibliografici
- Ginnastica Posturale – Metodo Scientifico, Riedizione Aprile 2024, ATS - Giacomo Catalani Editore®, Arezzo. ISBN 979-12-80189-81-3. Pagine citate: 11, 17–18, 37–39, 71, 112, 115–123, 129, 136, 147, 191, 194, 210, 269.
- Kendall F. P., Kendall McCreary E., Provance P. G., I muscoli. Funzioni e Test, Quarta Ed. Verduci Editore, Roma, 2002.
- Puglisi F., Biomeccanica. Introduzione alle misura strumentali di postura e movimento, Marrapese Editore, Roma, 2003.
- Kapandji I. A., Fisiologia Articolare Vol. I, II, III, Monduzzi Editore, 2006.
Le voci 2–4 sono riportate dalla bibliografia del libro (Cap. 2, p. 53) come testi di riferimento su test muscolari, misure strumentali e fisiologia articolare; le citazioni testuali dell’articolo sono tutte tratte dal libro (voce 1). I valori della tabella dei gradi articolari (pp. 38–39) non sono riportati.
