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Posturologia e Sistema Tonico Posturale spiegati semplice

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Come fa il corpo a restare in equilibrio mentre camminiamo, parliamo, giriamo la testa o saliamo su un gradino? Secondo il libro Ginnastica Posturale – Metodo Scientifico (riedizione 2024) la risposta...

30 ottobre 2026

Come fa il corpo a restare in equilibrio mentre camminiamo, parliamo, giriamo la testa o saliamo su un gradino? Secondo il libro Ginnastica Posturale – Metodo Scientifico (riedizione 2024) la risposta sta in un insieme di strutture che lavorano insieme: il sistema tonico posturale, o STP. Non un singolo organo, ma «un insieme di strutture specializzate, comunicanti e interdipendenti» che riceve e regola le informazioni necessarie al mantenimento della postura (p. 17).

Illustrazione di una figura davanti allo specchio con anelli colorati su testa, mano e piedi, collegati da linee a un centro che rappresenta l’elaborazione delle informazioni

Che cos’è la posturologia

Il libro la definisce così: «La posturologia è una branca della medicina, che attraverso valutazioni cliniche e strumentali, studia la relazione tra i diversi segmenti scheletrici e li rapporta nella globalità somatica» (p. 17). La relazione del corpo nello spazio è il risultato delle interazioni tra funzioni superiori, recettori e risposte biomeccaniche dei muscoli (p. 17).

Le radici sono lontane. Il libro ricorda la prima scuola di posturologia in Europa, fondata a Berlino nel 1890 da Karl Von Virordt, che studiava il rapporto tra controllo posturale e informazioni visive, tattili, podaliche e propriocettive (p. 15). Il percorso storico della definizione di postura è ricostruito nell’articolo su cos'è la postura.

Grazie agli studi sul STP, scrive il libro, il concetto di postura non si riferisce più a una condizione statica e rigida, ma si estende al significato di equilibrio corporeo, inteso come «ottimizzazione del rapporto di assetto dinamico tra soggetto e ambiente circostante» (p. 18). Per questo la posturologia è una scienza multidisciplinare (p. 17).

Il Sistema Tonico Posturale come sistema cibernetico

Il STP fa riferimento a un insieme di automatismi neurologici basati su informazioni provenienti da importanti organi sensoriali, come occhio, apparato stomatognatico, cute e fusi neuromuscolari (p. 17). Queste informazioni, dette afferenze, arrivano a strutture sottocorticali del sistema nervoso centrale che le elaborano e generano una risposta motoria destinata alla muscolatura tonica del corpo (p. 17).

Per spiegarlo il libro usa un modello semplice: il STP «si basa sui concetti della cibernetica» e può essere paragonato a un sistema con un’entrata, una scatola nera e un’uscita (p. 58). Le entrate forniscono le informazioni; la scatola nera le tratta, le integra e reagisce; le uscite mantengono in equilibrio l’intero sistema (p. 58).

Schema del Sistema Tonico Posturale come sistema cibernetico: entrate dai recettori, scatola nera dei centri superiori, uscite verso i muscoli per mantenere l’equilibrio
Il modello cibernetico del STP descritto a p. 58: entrate, scatola nera e uscite.

Le entrate si dividono in due categorie. Gli esocettori captano le informazioni dall’ambiente, come orecchio interno, occhio e pianta del piede. Gli endocettori informano su ciò che avviene all’interno, cioè posizione e stato di ossa, muscoli, tendini, legamenti, connettivo e organi; si dividono in recettori propriocettivi ed enterocettivi (p. 58). Le informazioni sono integrate nei centri superiori, cioè nuclei vestibolari, cervelletto e sostanza reticolare, e trasformate in risposte motorie attraverso gli effettori: i muscoli che controllano la motricità oculare e le vie che comandano i muscoli scheletrici (p. 58).

Il compito del STP, secondo il libro, è il controllo permanente e involontario dei rapporti tra spalle, bacino e colonna vertebrale, in relazione costante con i riferimenti dell’ambiente: gli assi cartesiani e i tre piani dello spazio (p. 18).

I recettori principali

Il libro elenca i recettori più importanti secondo la posturologia: sistema somatosensoriale e viscerale, sistema visivo, sistema uditivo e vestibolare, sistema stomatognatico e recettore podalico (p. 18). Vista, movimento degli occhi, udito, posizione di mandibola e lingua, posizione degli arti, del tronco e del collo, pressione sotto la pianta del piede, retrazioni fasciali e cicatrici forniscono continuamente informazioni sullo stato del STP (p. 58).

Tabella dei sottosistemi che informano il Sistema Tonico Posturale: visivo, vestibolare, stomatognatico, somatosensoriale e recettore podalico, con che cosa rilevano e le pagine del libro
I principali sottosistemi del STP secondo il libro, con una sintesi del loro ruolo e le pagine di riferimento.

Per ciascun sottosistema il capitolo 3 offre una descrizione. La vista funziona come sistema di puntamento, che indirizza il capo verso un punto di fissazione esterno, ed è «la principale sorgente della sensazione cinestetica» (p. 60). Il vestibolo rileva la posizione del capo rispetto alla gravità e le sue accelerazioni (p. 67). Il sistema stomatognatico, precisa il libro, non ha un ruolo diretto nella regolazione del STP, ma può destabilizzarlo con le sue perturbazioni (p. 63). Il sistema somatosensoriale trasporta informazioni di pressione, temperatura, dolore e postura (p. 69). Approfondiamo i singoli temi negli articoli su vista e postura, occlusione e postura, sistema vestibolare e propriocezione.

Secondo il libro, l’alterazione delle informazioni ricevute da questi recettori può modificare la postura e causare posizioni corporee non fisiologiche, che nel tempo potrebbero trasformarsi in disfunzioni o patologie (p. 18). È una ragione in più per una valutazione medica quando compaiono sintomi.

Baricentro e base d’appoggio

Che cosa fa, in pratica, tutto questo sistema? Il libro lo riassume così: il principale compito del sistema di equilibrio è «controllare e mantenere la proiezione del baricentro, o centro di massa corporea, all’interno della nostra base di appoggio, idealmente trapezoidale, utilizzando tutte le informazioni possibili provenienti dagli organi di senso» (p. 59).

È una ricerca continua. Il libro sottolinea che il corpo non si trova mai in una situazione di stasi e che la distinzione tra postura statica e dinamica viene fatta «puramente a scopo didattico» (p. 57): anche in piedi, fermi, battito cardiaco, respiro e movimento del diaframma destabilizzano di continuo l’equilibrio (p. 57). Il controllo posturale, quindi, è la scelta continua delle risposte motorie più adeguate (pp. 58–59).

Lo stesso concetto torna nella Fase 3 del metodo, dove l’equilibrio statico è descritto come la condizione in cui, in stazione eretta, il centro di gravità cade all’interno dell’area d’appoggio dei piedi (p. 137), e dove si allena anche l’equilibrio dinamico.

Il ruolo dell’istruttore nell’équipe

Se la postura dipende da così tanti sistemi, nessun professionista può occuparsene da solo. Il libro lo dice esplicitamente: lo studio della postura «necessita di un lavoro in équipe di diversi professionisti», tra cui medico, fisiatra, ortopedico, oculista, ortottista, podologo, ortodontista, fisioterapista, osteopata, chiropratico, dottore in scienze motorie, preparatore fisico, psicologo e nutrizionista (pp. 17–18).

Schema dell’équipe della posturologia: professioni sanitarie che valutano e trattano, professionisti del movimento che allenano e osservano, altri ambiti come osteopata, psicologo e nutrizionista
Le professioni che il libro indica per il lavoro in équipe (pp. 17–18), raggruppate per ambito.

All’istruttore non spetta valutare o trattare i recettori: occlusione, vista o apparato vestibolare richiedono gli specialisti. Il suo compito è allenare il modo in cui la persona usa le informazioni sensoriali nel movimento. Le quattro fasi della sessione lo fanno in modi diversi: mobilità e percezione dei segmenti nella Presa di coscienza, respiro nella Fase 2, equilibrio e propriocezione nella Fase 3, allungamento nella Fase 4 (pp. 128–141). Nella stabilizzazione, per esempio, si lavora su superfici instabili e, a esercizio appreso, a occhi chiusi (p. 191). E secondo il libro «non esiste nessun esercizio che non sia propriocettivo» (p. 71).

Il metodo resta organizzato in «cicli che variano da 3 a 5, suddivisi in 12 sessioni ciascuno, ogni sessione strutturata in 4 fasi distinte e complementari» (p. 3). Dentro questo percorso l’istruttore osserva, adatta gli esercizi e indirizza la persona al medico quando serve, come descritto nell’articolo sulla valutazione.

Indicazioni pratiche per l’istruttore

  • spiegare alla persona che l’equilibrio dipende da più sistemi sensoriali che lavorano insieme (pp. 17–18, 57–58);
  • variare le condizioni sensoriali in modo graduale: superfici instabili, base ridotta, occhi chiusi solo a esercizio appreso (pp. 191, 194);
  • osservare la proiezione del baricentro e la stabilità della base d’appoggio durante gli esercizi (p. 59);
  • non attribuire a un esercizio effetti su vista, occlusione o apparato vestibolare: sono ambiti degli specialisti (pp. 17–18);
  • in presenza di vertigini, disturbi visivi, dolore mandibolare o altri sintomi, indirizzare la persona al medico.

In sintesi

  • La posturologia è una branca della medicina e una scienza multidisciplinare (p. 17).
  • Il sistema tonico posturale integra le informazioni dei recettori e regola la muscolatura tonica (p. 17).
  • Funziona come un sistema cibernetico: entrate, scatola nera, uscite (p. 58).
  • Il suo compito è mantenere il baricentro nella base d’appoggio, in statica e in dinamica (pp. 57–59).
  • L’istruttore allena l’uso delle informazioni sensoriali nelle 4 fasi e collabora con l’équipe (pp. 17–18, 128).

Domande frequenti

Che cos’è il sistema tonico posturale?

È l’insieme di strutture specializzate, comunicanti e interdipendenti che riceve e regola le informazioni necessarie a mantenere la postura (p. 17). Integra i dati dei recettori nei centri superiori e regola la contrazione della muscolatura tonica (pp. 17, 58).

Quali sono i recettori della postura?

Il libro indica sistema somatosensoriale e viscerale, sistema visivo, sistema uditivo e vestibolare, sistema stomatognatico e recettore podalico (p. 18).

Che cosa significa che il STP è un sistema cibernetico?

Che può essere paragonato a un sistema con entrate (i recettori), una scatola nera che tratta e integra le informazioni e uscite che mantengono l’equilibrio (p. 58).

Che cosa c’entra il baricentro con la postura?

Il compito principale del sistema di equilibrio è mantenere la proiezione del baricentro all’interno della base di appoggio, usando le informazioni degli organi di senso (p. 59).

La posturologia è compito dell’istruttore?

No. Il libro la definisce una branca della medicina che usa valutazioni cliniche e strumentali e richiede un lavoro in équipe (p. 17). L’istruttore allena equilibrio, propriocezione e movimento e indirizza la persona al medico quando serve.

Nota per l’istruttore

Questo articolo ha finalità divulgative e formative per istruttori. Riporta le indicazioni del libro Ginnastica Posturale – Metodo Scientifico; non è una diagnosi né una terapia. In presenza di dolore, di una patologia o di un dubbio clinico la persona va indirizzata al medico.

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Riferimenti bibliografici

  1. Ginnastica Posturale – Metodo Scientifico, Riedizione Aprile 2024, ATS - Giacomo Catalani Editore®, Arezzo. ISBN 979-12-80189-81-3. Pagine citate: 3, 15, 17–18, 57–71, 128–141, 191, 194.
  2. Gagey P. M., Weber B., Posturologia, Marrapese Editore, 1997.
  3. Massion J., Postural control system, Curr Opin Neurobiol, 1994; 4(6): 877-887.
  4. Bricot B., La riprogrammazione posturale globale, Statipro, 1999.

Le voci 2–4 sono riportate dalla bibliografia del libro (Cap. 1, p. 22; Cap. 3, p. 79) come testi di riferimento su posturologia e controllo posturale; le citazioni testuali dell’articolo sono tutte tratte dal libro (voce 1).

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