DEFINIZIONE DI CIFOSI

La cifosi è una curvatura con concavità anteriore presente in una normale colonna vertebrale, che ha la funzione di renderla elastica ma resistente, garantendo lo spazio ai polmoni durante la respirazione.

Il range di normalità della curva è compreso tra 25 e 40 gradi circa, mentre l’ampiezza della curva varia in base a elementi come età, sesso, razza. Se si superano i 40°, parliamo di Ipercifosi (dorso curvo o gobba), che diventa patologica qualora si verifichino modificazioni strutturali a livello osseo; sotto ai 25° parliamo invece di Ipocifosi.

IPERCIFOSI

Il difetto più diffuso è l’ipercifosi perché si sviluppa già nel periodo dell’infanzia e il più delle volte non le si attribuisce la meritata attenzione perché considerata un difetto di posizione a regressione spontanea, mentre a lungo andare può determinare gravi alterazioni del rachide: un intervento precoce può condurre al raddrizzamento, prevenendo complicazioni e stati dolorosi.

  • DORSO CURVO INFANTILE

cifosiViene considerato il primo stadio della cifosi giovanile ed è caratterizzato da atteggiamento ipercifotico dorsale con modico compenso cervicale e iperlordosi lombare di compenso, ma non rivela alterazioni strutturali né dei corpi vertebrali, né dei dischi intervertebrali. La cifosi è lieve, non genera dolore e l’esame radiologico rivela solo un aumento delle curve, per cui la deformità è spesso correggibile in modo semplice, ma va trattata subito, per evitarne l’evoluzione.

I bambini più soggetti sono i longitipi con abito astenico o flaccido, prevalentemente tra gli 8 e i 12 anni.

CAUSE: ci sono diverse teorie che cercano di motivare l’insorgenza della cifosi infantile.

  • Teoria vertebrale: l’equilibrio funzionale del rachide viene rotto da cause osteo-articolari. I fattori di rischio sono traumi e infezioni.
  • Teoria muscolare: i muscoli estensori sono indeboliti per via di una crescita irregolare che vede una discordanza tra tessuto osseo e tessuto muscolare; si determina così un atteggiamento rilasciato per insufficienza muscolare.
  • Teoria psichica: il temperamento flaccido e l’influenza di particolari fattori ambientali si ripercuotono sulla postura provocando questo tipo di deviazione.

Ci sono anche teorie che coinvolgono atteggiamenti adottati dal feto, come ad esempio le anche flesse. Tutti questi fattori si influenzano tra loro, non sempre esiste una sola causa specifica. Importante è intervenire tempestivamente con una ginnastica posturale adeguata a partire dai 6 anni di età, poiché col passare del tempo il soggetto sviluppa gradualmente un alterato senso cinestesico e un’incapacità di rilevare i propri errori posturali per via di errate informazioni propriocettive.

  • CIFOSI GIOVANILE

L’età di insorgenza non è semplice da stabilire perché le alterazioni radiologiche tipiche della malattia sono raramente dimostrabili prima degli 11 anni; l’età più interessata è quella dell’accrescimento: per le ragazze 12-16 anni e per i ragazzi 13-17 anni. Un altro fattore che porta alla scoperta tardiva è che raramente la cifosi in questa età causa dolori particolarmente insistenti, che si manifestano invece mediamente attorno ai 20 anni. E’ interessante valutare l’incidenza di questa alterazione: interessa dal 25 al 40 % della popolazione.

Il segmento interessato è quello medio-inferiore e mostra un certo grado di rigidità. Si manifestano inoltre: irregolarità dei piatti delle vertebre interessate, che appaiono ondulate e frastagliate, deformazione a cuneo della vertebra più colpita, ernie intraspongiose o noduli di Schmorl (protursioni discali sottocondrali che disturbano la cartilagine di accrescimento)

CAUSE: ci sono molte teorie che riguardano diverse aree:

–> alterazione dell’accrescimento della cartilagine attiva sottocondrale della vertebra, la cui genesi sarebbe dovuta a un difetto ormonale, a una carenza vitaminica o a una turba trofica di origine vascolare

–> alterazione meccanica che riguarda l’erniazione del disco nel corpo vertebrale, con formazione di fessure nelle limitanti cartilaginee e protursioni discali sottocondrali capaci di disturbare la cartilagine di accrescimento (noduli di Schmorl)

–> persistenza del canale vascolare, che dovrebbe scomparire attorno a 5 – 6 anni, responsabile del cedimento vertebrale.

IPERCIFOSI INFANTILE e GIOVANILE. TRATTAMENTO

Qualunque sia l’eziologia, l’educazione motoria preventiva e correttiva è un intervento importante, che parte sempre dall’analisi della situazione fisica e psico-sociale del ragazzo. Gli esercizi sono preposti in maniera individualizzata e servono prima al processo creativo, poi all’apprendimento. Lo schema operativo segue gneralmente questo percorso:

  • presa di coscienza: come tutti gli interventi di ginnastica correttiva, si parte sempre dalla presa di coscienza da parte del soggetto, tramite afferenze telericettive (davanti allo specchio) ed esterocettive (a terra)
  • Fase volontaria: una volta che il ragazzo si sarà reso conto dell’atteggiamento errato, sarà lui stesso a volerlo correggere e interiorizzare gli obiettivi. Il soggetto è sempre parte attiva di un cambiamento. In questa fase si eseguono esercizi di coordinazione globale e relativa all’area specifica.
  • Controllo: la ginnastica correttiva entra qui nella fase più intensa, vengono svolti esercizi a più livelli e correlati tra loro:
    • rilassamento muscolare
    • educazione respiratoria: l’aria nei polmoni svolge attività di sostegno al rachide
    • mobilizzazione a più livelli, per vincere le retrazioni articolari e muscolo-legamentose
    • ginnastica addominale che mira a ridurre l’iperlordosi lombare
    • tonificazione muscolare per aumentare la forza dei muscoli
  • Controllo automatico della postura: è una parte importante perché si svolgono esercizi di rieducazione posturale che portano a modificare le risposte centrali e propriocettive. Si personalizzano gli interventi con esercizi mirati a correggere le posture più frequentemente utilizzate dal soggetto, ad esempio posture da seduto per chi sta molte ore a lavoro o a scuola, in piedi per chi svolge attività più dinamiche e così via.

Cura della cifosi infantile

IPERCIFOSI NEGLI ADULTI: TRATTAMENTO

La ginnastica posturale è considerata un programma di funzionamento integrato e alimentato in permanenza da informazioni sensitive e sensoriali in grado di modulare il lavoro muscolare. Anche in caso di deviazioni importanti, si rivela indispensabile per donare appoggio alle faccette articolari posteriori e restituire dinamicità al segmento apicale. Il trattamento tiene conto come sempre dell’analisi del singolo individuo e delle sue caratteristiche psicofisiche.

La ginnastica posturale, successivamente alla fase di presa di coscienza e alla fase volontaria che abbiamo descritto per le cifosi infantili, negli adulti si svolge principalmente tramite tre fasi:

  • MOBILIZZAZIONE. Questo protocollo si prefigge diversi obiettivi:
    • aumento dell’ampiezza articolare, stirando l’insieme degli elementi articolari e periarticolari che ostacolano il movimento, nel rispetto dei limiti fisiologici. L’attività correttiva è percettiva perché l’individuo è in grado di dirigere la propria attenzione sulla sensazione articolare o sul rilasciamento dei diversi gruppi muscolari contratti. Questo procedimento permette il recupero della mobilità articolare e l’attivazione delle sinergie muscolari riflesse.
    • Rieducazione neuromuscolare propriocettiva: va intesa come tecnica agente sulla struttura e come attività di tipo percettivo-motorio. Si agisce riprogrammando i meccanismi neuromotori attraverso la stimolazione periferica, non a livello corticale.

Durante la ginnastica posturale di mobilizzazione, l’individuo organizza il proprio sistema motorio e posturale così da evidenziare uno schema corporeo mal strutturato, movimenti scoordinati, schemi motori falsati, tensioni ed errate sinergie. Possiamo dire quindi che l’obiettivo è “sbloccare” la colonna.

Gli esercizi attraversano tre fasi:

  • fase attiva, cioè movimenti volontari del soggetto
  • fase cauta, cioè movimenti che prevengono situazioni di dolore o di infiammazione
  • fase graduale, cioè senza la fretta di arrivare ai risultati prefissi, perché solo con la calma e la costanza si raggiungono gli obiettivi in modo efficace e duraturo.

La ginnastica posturale racchiude movimenti lenti e ampi e tendono all’estensione del rachide dorsale e alla conseguente apertura della gabbia toracica. Considerando sempre la soggettività e che i protocolli cambiano caso per caso, possiamo brevemente elencare alcuni esercizi fondamentali della ginnastica correttiva dedicata alle scoliosi negli adulti:

  • posizione seduta: retroversione del bacino e appiattimento della curva lombare, estensione del tronco, elevazione delle braccia divaricate esercitando pressione ritmica sulla parte posteriore del dorso;
  • posizione in ginocchio: leggera inclinazione indietro delle cosce, flessione in avanti del busto, braccia estese a prolungamento del tronco, esercitando pressione elastica sulla regione dorsale.

Tutti gli esercizi vanno eseguiti ponendo attenzione alla respirazione, che deve essere calma per permettere il rilassamento dei muscoli coinvolti nei movimenti e l’ampia escursione dei segmenti del rachide.

  • TROFISMO. Questa serie di esercizi si prefigge lo scopo di stabilizzare nel tempo l’azione della ginnastica correttiva, per cui tende a rafforzare i muscoli ed è costituita da una serie di contrazioni statiche, concentriche o eccentriche, dei muscoli striati, la cui azione rafforza o conserva la funzione muscolare. Questi esercizi agiscono sul tono e sulla resistenza muscolare, tenendo conto dei fattori meccanici e fisiologici del soggetto. E’ possibile svolgerli anche in presenza di eventuali tutori o supporti.Qualsiasi esercizio diretto alla curva dorsale tende a provocare un aumento delle curve limitrofe sopra e sottostante, è una reazione automatica di compensazione, pertanto è necessario porre la massima attenzione nell’evitare questi compensi. La funzione del muscolo è anche questa: indirizzare nella scelta dei mezzi meccanici e psicologici che permettono a loro volta di intensificare il lavoro muscolare. Più il muscolo è tonico, più lo stato di tensione è sufficiente a mantenere le posture: il tono muscolare è la contrazione involontaria di lieve intensità che migliora man mano che si procede con gli esercizi.Un intervento corretto a livello posturale non può prescindere dall’importanza dei muscoli ,soprattutto quelli addominali profondi: non si eseguono forti contrazioni, l’esercizio è un graduale stiramento passivo ottenibile tramite il rilasciamento e accompagnato da una buona mobilizzazione vertebrale.I riflessi posturali ottenuti saranno interiorizzati dal soggetto, agiranno notevolmente sullo schema corporeo e quindi sul controllo della postura, più equilibrata e meno affaticante.
  • GINNASTICA ISOMETRICA. Questo ciclo è basato sulle contrazioni statiche il cui fine è l’aumento della forza muscolare. Agisce tramite la richiesta di impegno massimo a cui l’unità motoria è sottoposta: per la legge dell’interazione tra distretti, determinate fibre muscolari sottoposte a molto sforzo si stancano e, non potendo ricostruire il loro potenziale energetico, altre fibre più profonde (latenti) intervengono e le sostituiscono per mantenere la contrazione. Il materiale nutritizio necessario alla fibra muscolare per la contrazione viene assunto direttamente dal suo sarcoplasma e non dall’esterno. Il miglioramento del trofismo, quindi della forza, è stimolato oltre che dall’organizzazione funzionale della risposta muscolare, anche dagli elementi del sistema nervoso, dai meccanismi e dalle trasformazioni biochimiche che avvengono sempre a livello muscolare. Il lavoro isometrico deve sempre tenere in considerazione due aspetti:
    • Tensione. Lo stimolo minimo per determinare un aumento della forza è una tensione che corrisponde al 33% della tensione massima del muscolo. All’inizio dell’allenamento si usano contrazioni basse allo scopo di arrivare gradatamente alle contrazioni ottimali (qui ci sono studi differenti, possiamo dire che mediamente si aggirano attorno al 40-60%).
    • Durata. E’ possibile svolgere una contrazione isometrica anche fino a 100 secondi, tuttavia ci sono diversi studi tra loro discordanti. Generalmente è sufficiente una durata fino a 15 secondi, poiché dopo qualche secondo di contrazione la tensione massimale del muscolo inizia già a decrescere, pertanto un aumento della durata della contrazione non sempre aumenta anche l’effetto dell’esercizio.
    • Ripetizione. Anche qui ci sono pareri discordanti, certo è che basterebbe una sola contrazione al giorno per costruire una forma sufficiente al mantenimento della forza, anche perché le prime contrazioni hanno generalmente un effetto sempre maggiore rispetto alle ultime.

Possiamo concludere quindi che la ginnastica correttiva isometrica è una tecnica da integrare al protocollo di trattamento, che porta vantaggio a livello di forza muscolare, di miglioramento della velocità e della coordinazione dell’impulso per la correzione degli atteggiamenti viziati, di prevenzione e recupero di funzionalità perdute nel caso di cifosi molto gravi o trattate con tutori o interventi chirurgici.

IPERCIFOSI GRAVI

Una volta completato l’accrescimento, nei casi di ipercifosi grave, in cui il soggetto accusa un dolore intenso e invalidante, si consiglia un intervento tramite ausili ortopedici e a volte è necessario l’intervento chirurgico.

Gli ausili ortopedici sono indicati principalmente ai soggetti che lamentano dolori al dorso e presentano ipercifosi dorsale rigida superiore ai 40° con tensioni ai muscoli flessori della gamba e della coscia.

L’intervento chirurgico è consigliato ai soggetti con cifosi grave e che abbia completato l’accrescimento, con dolori intensi e invadenti della colonna dorsale e sintomatologia neurologica.

La ginnastica correttiva è sempre parte integrante nella fase di recupero, ma anche come attività di prevenzione verso il peggioramento dell’ipercifosi e l’insorgere di eventuali disfunzioni correlate.

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